PENTECOSTE

A quanto pare il Padre ha mandato questo Paraclito per insegnarci ogni cosa: quindi, chi è lo Spirito Santo? Uno che ci ricorda le parole del Vangelo? È uno che ha la potenza di far rimembrare le parole di Gesù: questo è lo Spirito? Mi sembrerebbe un po’ riduttivo parlare dello Spirito in questi termini, prima di tutto. Poi, c’è scritto su questo Vangelo che chi mi ama osserverà la mia parola. Molti di voi, vanno in giro dicendo: «Non riesco a sperimentare l’amore di Dio: non lo sento questo amore dentro di me, anzi mi sento arido, mi sento depresso, esaurito, senza senso, vuoto. Ecco vedi: non ce l’ho lo spirito», fino a quando sentirò queste cose? Fino a quando dovrò sentire queste cose, non lo so. Dopo ventisei anni di sacerdozio ancora le sento. Mi auguro che tra un po’ finiranno, ma credo proprio di no. Molte persone, non le definisco neanche cristiane, dicono che la fede è sentire: «Vedi cara, tu lo senti Gesù dentro di te e io no. Ecco vedi, non riesco a credere in Dio perché non lo sento», e quella povera vecchia, o quella povera giovane, andranno alla fine del mondo ancora dicendo questo: « Io non lo sento, beata te che lo senti». Ci stanno certe persone che sentono pure troppo, sentono e vedono: Madonne, Santi, Padre Eterni, da ogni dove. Girano l’angolo e c’hanno un’apparizione, vanno dall’altra parte e sentono un’audizione: ce n’è per tutti. Come mai questa sperequazione: chi non sente niente, chi sente troppo e vede troppo? Questa fenomenologia religiosa, guardate che rasenta la demenza. Per cortesia: finiamola di legare Dio ad un sentire, ad un sentimento, ad un’evanescenza. Se io dovessi sentire Dio dentro di me ed essere fedele a Lui perché lo sento, ma da mo’ che l’avrei dovuto lasciare: ben altre cose sento io. Altro che amore, compassione, compiacimento, ma di che parliamo?

Voi immaginate quando questo, addirittura, lo leghiamo alle persone. «Mio marito mi ha detto ieri che non sente più nulla per me, quindi ci dobbiamo separare perché non sente più nulla», avete sentito quello che vi ho detto? Non sente: è diventato sordo, cecato. Io ho detto a questa signora:« Senta, come si chiama questo non sentire? C’ha un nome? Guardi che c’ha un nome: non si chiama non audizione, si chiama Sofia, si chiama Lorena, Cispadana, che ne so io: chiamatela come vi pare!», non giochiamo all’io non sento: chiaro o no? Perché dico queste cose? Perché Gesù Cristo non ha mai legato l’amore al sentire: portatemi una pagina del Vangelo dove io sia chiamato a sentire.

Qui c’è scritto: se uno mi ama, osserverà la mia parola. A proposito dell’osservare ve l’ho spiegato due domeniche fa, e vi ho fatto l’esempio del fariseo: il più grande osservante di questa terra ma è anche il più grande ipocrita di questa terra perché fa le cose per essere incensato, per farsi sentire dalla gente:« Ma che bravo ragazzo, è il primo della classe: fa le preghiere, va a Messa tutte le domeniche, fa pure il coro, fa pure il ministro dell’eucarestia, fa il lettore, il fioraio: tutto lui!». Si, ma se lo fa per farsi vedere lasciamo perdere. Allora se uno mi ama, cancellate questo osserverà, metterà in pratica, vivrà di me: ecco come si traduce il testo. Allora le cose cambiano: se io metto in pratica il Vangelo, il vangelo mi inchioda alla verità. Infatti Gesù dice: « Lui vi insegnerà ogni cosa», è lo Spirito Santo che mi insegna come si vive il rapporto con Cristo. Allora il rapporto con Cristo, l’amore di Cristo che cos’è? Come lo devo vivere, sentendo, percependo, legando l’amore ai sensi? Questo vuol dire amare? Allora quel poveretto, o quella poveretta che non sente niente, non ama Dio? Quando sto nell’aridità più assurda, qualcuno può venirmi a dire che non sto amando Dio?

Sentite un po’: Maria sotto la croce sentiva amore, secondo il vostro parere? No, quella sentiva una spada che le ha trafitto l’anima, altro che amore! Quella donna che si chiamava Maria, a differenza di Pietro che aveva detto:« io darò la vita per te», senza proferir parola stava sotto la croce. Quindi, l’amore cosa vuol dire per il Signore? Vuol dire vivere. Allora se è così, da oggi in poi smettila di essere deficiente, di andare in giro per i quartieri di Roma a dire:« Io non sento nulla», ma comincia a vivere il Vangelo. «Io questa non la posso vedere», amala.  «Io quella la ucciderei», amala. «Ma io non lo sento di andare da quella e amarla. Lo vedi?», e infatti non lo devi sentire: lo devi fare. Gesù non mi ha dato mai un bacio, ha dato se stesso: mi ha dato tutto il corpo.

Noi cosa facciamo? Baci e abbracci. «Ah cara, come stai? Ti amo», poi quando ti arriva una tramvata tra capo e collo ti giri e non c’è nessuno: come mai? Perché?  « Io ti amo tanto, ti penso sempre: sei sempre nel mio cuore, infinitamente. Dalla mattina alla sera penso a te», pensami di meno, anzi non mi pensare proprio: fate. « Ma io ti voglio tanto bene», tienitelo questo bene: a me servono € 5.000. «No, non mi dire queste cose», allora tieniti il bene che vuoi. «Io c’ho una cancrena, però ti voglio tanto bene: ciao ciao, ci vediamo quest’altro anno». La cancrena me la tengo, quella mi ama tanto e se ne va. «Sai perché? Non ti voglio veder soffrire». C’è gente che crepa a casa da sola, come un moribondo che da trent’anni sta li perché la gente ha paura di andarla a vedere. « No, io lo voglio ricordare come era prima: giovane. Sai mi fa un po’ di ribrezzo vedere uno che sta morendo o un cadavere, allora non ci vado», infatti quello muore da solo. «Me lo voglio ricordare com’era prima», ammazza che amore: abbiamo un amore che esce da tutti pori qui dentro, se ci fate caso. Quindi vedete, per noi sapete qual è il problema? Diciamo di credere e già il fatto che lo diciamo stiamo ad un punto elevato, già abbiamo realizzato il Vangelo. No cari, credere non esiste proprio.

Credere non vuol dire che questa zucca « A livello storico Gesù è esistito, quindi ci sono delle prove inconfutabili che sia esistito: quindi io credo».  Si va bene, tutti contenti: Gesù è esistito. Ammazza me lo doveva venire a dire lui. Me lo doveva dire: Raimarus, Winckelmann, potrei fare una lunga nomenclatura. Una volta che ho detto che Gesù esiste, cosa ho risolto? Ditemi un po’. Conosco molte persone che sono credenti, ma vi consiglio di non diventarci amici. Ve lo consiglio con tutto il cuore, non diventate amiche di quelle credenti là che farete una brutta fine. Cosa vuol dire: sia credere, sia amare, sia essere in relazione a Dio, se non si concretizza in uno stile di vita che rappresenta Cristo vuol dire che non stiamo in comunione con Lui. Lo dice Gesù stesso: « Chi non mi ama, non osserva le mie parole», quando io non vivo il Vangelo allora posso dire che non sto amando. Invece noi cosa facciamo: pur non vivendo il Vangelo diciamo di amarlo. Ecco l’ipocrisia scovata, ecco la vera ipocrisia dove sta. Noi diciamo di amarlo e non viviamo nemmeno una virgola di questo Vangelo, sapete si o no? Neanche una virgola, questo è il problema. Ecco perché non senti, cioè non vivi. Vi posso assicurare che se tu cominci ad andare contro corrente, a farti del male per il Vangelo (ma sulla tua pelle, non sulla pelle degli altri): eccome se lo senti! Più vivo che mai perché lo stai vivendo sulla tua pelle. Il problema è che nessuno di noi vuole andare contro corrente perché non mi fa fare carriera, mi mette in contrasto con tutti, non divento appetibile a nessuno: rimango solo. Mi sembra che qualcuno rimase solo, non vorrei dire.  Mi sembra che Dio nell’orto del Getzemani rimase solo. Avete mai letto il Vangelo voi? Leggetelo: andate a vedere. È rimasto solo: i suoi amici ronfavano, dormivano profumatamente. Tutti dormivano: quegli stessi apostoli che avevano detto:« Daremo la nostra vita per te».

«Tu sei l’amico mio», quanto odio questa parola non potete immaginare: amico o amore. Quando sento amico o amore, mi girano proprio le budella. Mi viene l’idiosincrasia all’udire queste parole: amore e amico, è più forte di me.  «Quanto sei pessimista», state pensando vero? «Poverino, preghiamo per lui. Questa sera preghiamo per il parroco che sta male». No, no: sto benissimo, mai come in questo momento godo di ottima salute. Proprio perché godo di ottima salute sto vedendo lo scempio apertis verbis. Allora, chiusa tutta questa grande parentesi, morale della favola: vi pregherei di non parlare più  ma di agire. Non dite a Gesù:«Ti amo Gesù, con tutto il mio cuore, con tutta la mia anima. Tu sei il centro della mia vita», non diteglielo: fateglielo, no? Dimostrateglielo con la vostra presenza, con il vostro lavoro, con la vostra osservanza della sua Parola che consiste nel viverla fino in fondo come Lui.

 

 

 

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