Terza Domenica di Pasqua

Questa mattina, attraverso la figura di Pietro e degli altri suoi amici, comprenderemo come bisognerebbe vivere un autentico rapporto con se stessi e con Dio: vediamo da dove partire. Partiamo proprio dall’affermazione che fa Pietro: « Io vado a pescare».

Quello che ha detto Pietro, lo hai detto anche tu e l’ho detto anche io quando ero più giovane. « Io farò questo, io da grande farò questo». Infatti, nel mio caso concreto, ho dovuto lasciare la scuola che facevo per ricominciare da capo. Facevo un tipo di studio, il Signore mi ha chiamato e mi ha fatto buttare la rete a destra. Io stavo a sinistra, poi sono andato a destra. Nella vita di molte persone, succede la stessa cosa: ognuno di noi ha in testa un sogno, un progetto, un ideale, e senza consultare nessuno: che fa? Prende e parte. Di solito, quando uno sta al liceo, alle superiori, prima di lasciare questo studio, i docenti consigliano per l’Università: « Fai questo o fai quello». Imperterriti, gli studenti dicono: « No, io farò questo». I genitori ti dicono: « Io ti consiglierei questo», assolutamente. «Io mi voglio sposare con quella!», anche se tu gli fai vedere le incongruenze di quella, non ci sono santi: « Io voglio quella». Puntualmente, dopo due mesi, si lasciano. Quindi, forse è capitato anche a te, nella tua vita. Cosa? Quello di incaponirti, di dire:« Io faccio questo». Così è successo a Pietro.

Però, qual è il problema che prima o poi, chiunque tu sia, sperimenterai? Il fallimento. Quella notte non presero nulla. Qui parliamo di esperti pescatori, non  è che parliamo dell’ultimo uscito. Anzi, adesso vi dirò anche un’aggravante: nonostante Pietro sia stato costituito capo dei dodici, se vi ricordate, al lago di Genesaret, dice:« Io vado a pescare», cioè ritorna alla vita passata. Era pescatore, ma Gesù gli aveva detto: « Tu non sarai più pescatore di pesci, d’ora innanzi sarai pescatore di uomini». Invece Pietro, che fa? Ritorna alla sua vita passata: un po’ come fai tu. Credi di essere progredito nella vita spirituale, invece puntualmente ricadi nei tuoi peccati. Puntualmente, come se nulla fosse, sapete perché? Perché ancora insisti a dire che io vado a pescare: io conduco la mia vita, io determino la mia esistenza, io decreto il mio futuro, io ti dirò che succederà questo e quest’altro. Questa forma delirante del tuo ego, dovete sapere, che sta alla base di tutti i fallimenti esistenziali: matrimoniali, lavorativi, relazionali, personali, sociali, internazionali. Questo delirio dell’io. Pietro è uno di questi.

Un giorno, addirittura, dirà il signor Pietro:« Io darò la mia vita per te», ve lo ricordate o no? Come molti pargoli, di diciassette, diciotto, vent’anni, venticinque, che si sposano:« Io ti amerò per sempre: in eterno. Tu sei la mia vita: sei tutto per me. Darò la mia vita per te», non so se l’avete mai sentito questo. Come no: lo sai le corna che si sprecano dalla mattina alla sera? Ceste di lumache continue. Venditori di lumache ce ne sono in giro che neanche immaginate. Perché vanno in giro a raccogliere questi cornuti, a quintali. Ma tu non eri quello che mi amava eternamente, sai, che davi la vita per me, ti spezzavi in due, no: non eri tu? Ah, capito: scusi. « Io darò la mia vita per te».

 

Gesù, che è un po’ più normale, dice:« Buono: questa notte stessa mi rinnegherai tre volte». Tre: non una, tre. Infatti, quest’oggi Gesù glie lo rifà rimboccare quel triplice rinnegamento.

«Mi ami tu?»

«Certo, mi cecassi un occhio se non ti amo». Primo.

«Mi ami?» e sono due.

Tre: «Mi ami?», perché lo ripete per tre volte? Perché quel cornuto di Pietro, per tre volte gli ha detto di non conoscerlo. Noi siamo più spudorati: quante volte abbiamo detto al Signore che lo amavamo? « Signore, ti amo profondamente. Senza di te, muoio. Senza di te, la mia vita non ha senso».  E giù a fare peccati, uno peggio dell’altro: ma non ti fai schifo da solo? Quando ti guardi allo specchio la mattina che ti fai la barba, non ti puoi sputare un attimo addosso? Ma perché dobbiamo dire queste cretinate che non hanno senso! Voi che siete tutti teologi, tutte dottoresse, avete mai letto su questo Libro che Gesù abbia mai detto una volta a me:« Ti amo». L’avete mai sentito voi? C’è scritto? Una volta che Gesù Cristo ha parlato, ha detto:« Amatevi». Avete capito, si o no? Referente ultimo dell’amore, non è Lui, non è Gesù Cristo il capolinea. Il capolinea è il Padre: suo e tuo. Io vado dal Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro, chiaro? Quindi, se neanche Gesù Cristo pretende un amore esclusivo, immagina se tu povero ominide lo puoi volere.

 

Quante volte ti sei illuso: tu sei mio, tu sei mia. Ancora ci credi? C’è stato mai un momento nel quale veramente hai creduto che quella roba li fosse veramente tua? Ci sono persone che ancora ci credono, lasciamocele credere, perché no? «Io non ti ho tradito mai. Cara, fra un po’ faremo il cinquantesimo: io non ti ho mai tradita». « Ah si? Maledetto». Il pensiero, dov’è? Quante volte hai spogliato quella donna ch’è passata mezz’ora prima. L’hai spogliata, l’hai rivestita, rispogliata, rivestita,  quante volte? « Io? mai cara». Infatti, quella cara li che ti sta vicino, povera ebete, non lo sa e non lo può sapere perché è una ominide come te: è un pupazzetto come te, il cervello non le ci arriva a sapere quello che ti passa per il cranio. Ma c’è uno che, no? Ed è Lui che sa tutto: sa quante volte hai tradito a lei, e così viceversa. « Ma io non l’ho tradito con il corpo, l’ho tradito con il pensiero». Infatti, Dio, Gesù Cristo in persona dice in uno dei Vangeli:« Chi guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio», quindi non andare in giro,miserabile, a dire:« Io non l’ho mai tradita», perché sei un miserabile: chiaro? Il Signore è furbo, sapete? Non è uno scemo come noi.

 

Quel giorno, quando lo ha incontrato, io c’ero ricordatevelo, quando Gesù ha messo i suoi occhi nelle palle degli occhi di Pietro, Pietro si mise a piangere amaramente, eppure Gesù non ha parlato. Vi risulta che abbia parlato? No, non ha parlato. Che potere che ha questo! Non parla e ti fa piangere, immagina se avesse aperto la bocca quel giorno! Ma oggi ha parlato:«Senti un po’ caro mio, mi ami?». Ma guarda, lo sbatterei al muro Gesù Cristo. Gli fa rimporre quella triplice confessione o sconfessione, meglio ancora. Ricorda a Pietro quel suo intervento, quando gli disse:«Io darò la mia vita per te». Quindi, voi credevate che Gesù non gli avesse detto nulla: ha aspettato. Glielo dice oggi: « Cosa hai detto tu l’altra sera, davanti a quella servetta del sommo sacerdote? Non mi conoscevi? Ma come: avevi detto che avresti dato la mia vita per me?».  Allora, Gesù non è arteriosclerotico che non si dimentica se ha già fatto la domanda a Pietro se lo amasse. Non che glie lo ripete tre volte perché, appunto, si era scordato che già glie l’aveva detto: no. Glie lo dice per far prendere coscienza a Pietro che senza di me il tuo amore non potrà mai essere fedele.

 

Ricordatevelo tutti: l’amore umano non può essere fedele. Non è che non vuole, non può! Perché non può? Perché è sottoposto continuamente alla legge del peccato. « Si, ma io non ho peccato con il corpo, ho peccato con la mente», infatti la mente sta da una parte e il corpo sta da un’altra. Chissà dov’è la mente. « Ma io non l’ho fatto fisicamente», per Gesù Cristo vale lo stesso principio.« A me non piace questo Gesù Cristo. Ne voglio un altro».

Infatti, queste donnicciole che io incontro molto spesso mi dicono:« Qual è il problema che io ho rapporti prematrimoniali con il mio ragazzo? Qual è il problema: lo amo!». Dopo sei mesi, la rincontro:« Dov’è quello con cui sei stata?»

«Non lo amo più. Ne amo un altro». Non usare questo verbo, usane un altro che è meglio. Quindi, sapete dove voglio arrivare? Mi direte: « Dove vuole arrivare?» A farti capire una cosa, se ci arrivi, ma voi ci arrivate. Smettila di dire:« Io» perché se continuerai a dirlo farai una brutta fine.

 

La Chiesa, dopo duemila anni, c’è arrivata. Un po’ lenta: un po’ come lo Stato, sapete? Lo Stato è molto lento, come le cartelle esattoriali: sono lente ma arrivano. Quando uno si sposa, ha cambiato il rituale la Chiesa. Ora c’ha scritto: con la grazia di Cristo, prometto di esserti fedele sempre. Prima non era così, sapete? Io Lina, sposo te/ prendo te, addirittura prendo … in saccoccia lo prendi. Che prendi? Io prendo te, e porti a casa. Ma cosa stai dicendo? Allora:

  • prima revisione: io accolgo
  • secondo, sempre: io Genoveffa prometto di esserti fedele sempre .. no, non tu sei proprio niente! Io, Genoveffa, con la grazia di Cristo, prometto … perché tu,senza la grazia di Cristo, tu non arrivi neanche a questa sera ad essergli fedele. È chiaro adesso? Quindi, mettetevi in testa, che senza la grazia, senza il rapporto con Cristo, tu non fai proprio un bel niente. Se lo fai, sarà destinata a perire, quello che fai. Tutto: addirittura fallire.

 

“ … «Io vado a pescare», ma quella notte non presero nulla …”

 

Quanti falliti ci sono in giro, sapete? Quanta gente che si sta suicidando! Se andate a vedere le statistiche dei morti: al primo posto ci sono i suicidi, poi gli incidenti stradali, i tumori, gli infarti. Immaginate un po’: i suicidi. Quando uno scopre che ha fallito la sua vita, che fa? Se ha un briciolo di fede, forse, si può attaccare a Cristo, altrimenti non rimane che la corda o buttarsi di sotto: non c’è altra soluzione.

 

Allora, morale della favola: guardati dentro e verifica come hai condotto fino ad adesso la tua vita. Chi è che sta al centro? Chi è che muove tutto? Il tuo ego o Cristo? Da dove prendi le mosse per decidere una cosa? Da te o da Lui? Chiedi mai a Cristo se quello che stai intraprendendo è secondo la sua volontà? O prima lo fai, poi sbagli, e poi eventualmente, nel migliore dei casi, chiedi perdono? Non lo fare questo, ti conviene affrettare i tempi. Vai direttamente da Lui, invoca lo Spirito:

  • spirito d’intelletto che non hai,
  • spirito di sapienza che non hai,
  • spirito di consiglio che ti manca.

 

Tutta questa roba ti manca, ecco perché fai le più grandi cavolate. Ecco qual è il problema. Quindi, chiediamo veramente al Signore che ci trasformi interiormente nella conoscenza di Lui, del Suo amore, della Sua vita.

 

 

 

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