XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)

Questa sera ci faremo aiutare da questa parabola del buon samaritano per riflettere su che cosa sia l’amore e prossimità.

Vedete, tutto parte da questa domanda: chi è il mio prossimo. Già porre questa domanda implica il fatto che ci possa essere qualcuno che non sia mio prossimo, è una domanda escludente non include: è escludente; quindi il dottore della legge si aspetterebbe da parte di Gesù una risposta del tipo “queste categorie di persone sono il prossimo queste no”, ma come adesso vedremo, Gesù non risponde affatto; risponderà con una storia che adesso andremo a decifrare. La storia è la seguente.

C’è questo malcapitato, questo individuo che incappa nei briganti. Fare quella strada da Gerusalemme a Gerico era molto pericolosa perché era una strada piena briganti, isolata, desertica, quindi sottoposta alla possibilità di imboscate, però era, diciamo, una scorciatoia per arrivare a Gerico, e comunque quest’individuo fa questa questo pellegrinaggio incappa in questi briganti non lasciano mezzo morto e se ne va ora che succede passa per quella strada passano anzi varie categorie di persone su tutte tre le categorie di persone il testo del Vangelo dice ad esempio sulla prima categoria sacerdote vide passò oltre vide quadrati il verbo vedere non vuol dire quello che noi così volgarmente crediamo vedere così non il verbo vedere nell’ordine la sua origine e nella sua radicalità vuol dire qualcosa di molto più profondo vuol dire vedere dentro vi faccio un esempio a Cana di Galilea durante uno sposalizio venne a mancare il vino chi se ne accorse nessuno solo una persona Maria solo Maria si accorse che non hanno più vino non hanno più vino nessuno se n’era accorto tutti vedevano tutti erano presenti ma nessuno si era accorto quindi il vedere implica una rata un una partecipazione all’altro infatti le prime due categorie vedono e passano oltre quindi che cosa fanno questi in verità osservano osservano un malcapitato ma non vedono il samaritano vide e ne compassione vide ed ebbe compassione alla vedete questo vedere comporta la compassione. Parte con partire partire non vuol dire mi fai compassione povero malcapitato no vuol dire che io patisco insieme a te questo vuol dire con partire allora questo samaritano è l’unico che vide ed e compassione quindi cominciamo un po’ a capire qualche cosa applichiamo già questo primo momento alla nostra vita e lo faccio proprio su con lo spunto di questi nostri amici che questa sera stanno qui con noi a celebrare il loro 25º in una coppia io vi posso assicurare che avvengono le stesse dinamiche io posso stare vicino una donna o vicino un uomo per 25 anni e non vedere e non vedere mi state capendo o no è chiaro quello che dico o non è chiaro ma adesso veloce e semplificò ulteriormente ci sono delle persone addirittura che sono morte l’estrema ratio o sono entrati in una patologia di quelle esasperate e chi gli stava vicino non si era corto di nulla eppure stava vicino eppure condivideva la stessa storia lo stesso letto lo stare insieme allora il segreto di una coppia sapete dove proprio in questo consiste nel saper vedere che cosa ha l’altro vicino a me come tra l’altro vicino a me quali sogni di Biella a reali ma i bisogni che all’altro non quelli che io voglio che lei o lui abbia è chiaro per far questo bisogna avere degli occhi penetranti in DOS le genti che guardino dentro che abbiano compassione cioè che assumi l’altra persona in sé con sé tutte queste belle cose il signore non le ha detto che esplicitamente sta dicendo tramite questa bella storiella allora io posso stare 25 50 sessant’anni insieme una persona come dicevo poc’anzi e non accorgermi del suo bisogno sapete le storie che io ho sentito in tanti anni di sacerdozio infinite infinite soprattutto di donne che si sentono sole sole abbandonate non attese non volute non valorizzate dal proprio marito interrogato il quale dice ma io non mi faccio mancare nulla lo stipendio io glielo porto a casa si ma lei non ha bisogno del tuo stipendio lei ha bisogno di bisogno delle tue attenzioni delle prime nel suo mondo ha il suo mondo non ha bisogno delle tue cose ha bisogno di te guardate che fare tutto questo comporta una scelta di vita sapete perché molto facile sposarsi e sopravvivere picchiare tirare innanzi la carretta senza essere protagonisti della propria storia voi avete avuto anche la possibilità la che la parrocchia vi ha dato di approfondire la spiritualità matrimoniale questi è stato un grande appoggio perché lì dove la coppia non riflette su se stessa rischia. Di andare avanti e basta senza accorgersi di tante dinamiche quindi la prima cosa essenziale da ricordarci io posso arrivare a celebrare il mio 25º cosciente di quello che ho fatto se nel corso di questi anni ho lavorato per fondare sempre di più la mia famiglia in Cristo questo per quanto riguarda il verbo vedere il samaritano vide e che fa si fermò si ferma non fa come tanti altri che tirano dritti guardate non c’è cosa peggiore di vedersi vicino delle persone che ti vedono e tirano dritti per la loro strada non c’è cosa peggiore di questa ti fanno anche dei grandi sorrisi dei grandi saluti ma passano inesorabilmente avanti e non si fermano in soldoni che cosa vuol dire cari signori mi devo fermare devo entrare in relazione con te devo prenderti sul serio chiunque tu sia ti devo prendere sul serio a correggermi di te e non fermarmi equivale a non vederti chiaro mi devo fermare ma ciò che diciamo continuamente che cos’è non ho tempo non ho tempo ho da fare ho tante cose da fare non posso fermarmi Che non posso entrare in relazione con te o forse non voglio se una coppia non si abitua affermarsi e a guardarsi e da approfondire ciò che sta vivendo cioè se non fa una seria analisi del proprio vissuto come andrà avanti questa famiglia rotolandosi per terra come una ruota che gira che non si ferma mai abbiamo i nostri turni abbiamo i nostri impegni ci si incontra la sera tardi stanchi e che cosa ci diamo la stanchezza l’arrabbiatura la delusione i problemi e basta questo samaritano si ferma e riflette cosa fare davanti a questo malcapitato cosa fare ecco la terza cosa da fare caricarselo sulle spalle e portarlo alla locanda allora questa terza dinamica la chiamerei la dinamica dello sporcarsi le mani se io voglio entrare in relazione con te in maniera autentica mi devo sporcare le mani cioè devo far sì che il tuo vissuto diventi il mio il tuo peso venga assunto dalle mie spalle che le tue situazioni di vita diventano le mie allora chi è il mio prossimo la domanda allora è sbagliata infatti Gesù sapete come termina questa parabola chi si fa lo prossimo acquisto malcapitato quindi il problema non è una disquisizione teoretica su chi è il mio prossimo ma chi si è fatto prossimo è una questione cioè pratica non strutturale chiamarono allora vedete ci sarebbero adesso 3000 rivoli di risposte di conclusioni da prendere ciascuno di noi per applicarli alla propria vita e domandarsi ma in verità io come cristiano lo diciamo di essere cristiani come ci relazioni amo al prossimo e oserei oserei quasi provocatoriamente dirvi il prossimo di qualsiasi colore esso sia tossico è chiara la forma provocante provocatrice io davanti al prossimo di qualsiasi natura e i sia come nemici relazionano questa è una risposta che ognuno nel segreto della propria coscienza dovrà dare a Dio non ammette però termino dicendo agli sposi voi due siete i primi prossimi che dovete incontrare i più prossimi siete voi l’altro cioè è il mio prossimo il termine prossimità vuol dire continuità possiede prossimi vedete se dei prossimi uno all’altro ma tenti la prossimità spaziale non vuol dire legame interiore perché io posso stare fisicamente vicino una persona e non essere relegata anzi odiarla immaginate immaginate voi quindi la domanda per voi come state esercitando la vostra prossimità con le caratteristiche che abbiamo or ora posto in evidenza c’è del lavoro ancora da fare mi auguro che ci sia ancora lavoro da fare che altrimenti vi annoierete no avete adesso un altro diciamo traguardo davanti a voi questo è un primo momento di stasi di fermarsi come si è fermato il samaritano e prendere di nuovo su di sé l’altro c’è l’immagine almeno una volta si faceva dello sposo che prendeva la sposa la portava su no Laura non si usa più non so si usa ancora è prendete questa immagine caricatevi come il samaritano l’uno verso l’altro per continuare a vivere le dinamiche or ora messe in evidenza e vi accorgerete che ci sono e ci saranno tanti ancora tasselli da sistemare anche perché siete chiamati a dare agli altri esempio di cosa vuol dire essere l’uno per l’altro buon samaritano sia lodato Gesù Cristo

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